Aggiornato il 15 ottobre 2026
Paghi una piattaforma di newsletter ogni mese e il conto sale a ogni scaglione di iscritti. Il 10 ottobre Marc Lou ha pubblicato MailCheap, uno strumento open source che spedisce le newsletter tramite Amazon SES, il servizio email di AWS, e su X ha scritto di aver ridotto la spesa del 92% rispetto a Beehiiv. Il risparmio è reale, ma solo per un tipo preciso di persona. Qui trovi i numeri verificati sui listini ufficiali, i costi nascosti e soprattutto per chi MailCheap non è adatto.
In breve: MailCheap è un’applicazione open source (licenza AGPL-3.0) che installi sul tuo hosting e collega la tua lista ad Amazon SES. SES costa 0,10 dollari ogni 1.000 email con la tariffa à la carte, oppure 0,16 dollari con il piano Essentials, che dal 21 luglio 2026 è il punto di partenza per i nuovi account. Con 10.000 iscritti e 4 invii al mese spedisci 40.000 email: su SES spendi tra 4 e 6,40 dollari, contro i 139 dollari al mese di Beehiiv Lite. In cambio però ti occupi tu di DNS, accesso di produzione a SES, MongoDB, QStash, Vercel, reputazione del dominio e conformità al GDPR, e non hai assistenza: sul repository le segnalazioni sono chiuse. Se non sei uno sviluppatore, o non vuoi diventarlo per la tua newsletter, Beehiiv o Brevo restano la scelta più sensata. Esiste anche MailCheap Cloud, la versione ospitata, da 19 dollari al mese.
Attenzione: i prezzi in dollari che trovi qui sono quelli pubblicati da AWS, Beehiiv e Brevo il 15 ottobre 2026. IVA e cambio sono esclusi.

Cos’è MailCheap e chi l’ha creato
MailCheap è un’applicazione web per scrivere, programmare e spedire newsletter usando il tuo account Amazon SES al posto dei server di una piattaforma. L’ha pubblicata Marc Lou, sviluppatore indipendente noto per ShipFast, il 10 ottobre 2026. Il codice è su GitHub con licenza AGPL-3.0 e puoi installarlo gratis.
Il post di lancio su X riassume la promessa in una riga: «Self-hosted newsletters on Amazon SES: $0.10 per 1,000 emails», con l’aggiunta di «92% cheaper than Beehiiv (for me)». Quel «per me» conta. Il giorno prima Marc Lou aveva spiegato di aver lasciato Beehiiv dopo il terzo aumento di prezzo in due anni: la prima fattura annuale era di 1.000 dollari, la prossima sarebbe stata di 4.000. Con SES e MongoDB dichiara di spendere meno di 300 dollari l’anno.
Dal repository ufficiale su GitHub, verificato il 15 ottobre 2026, risulta questo:
- Licenza: AGPL-3.0. La prima versione rilasciata, quella del commit 67d13b0, resta sotto licenza MIT.
- Tecnologia: JavaScript con Next.js, database MongoDB, code di invio con QStash, deploy pensato per Vercel.
- Interesse: 934 stelle e 234 fork a cinque giorni dal lancio.
- Assistenza: nessuna. Il README lo dice chiaramente e le issue sono disattivate.
- Versione ospitata: MailCheap Cloud su mailcheap.ai, da 19 dollari al mese.
Prima di leggere oltre, una precisazione onesta: qui non stiamo usando MailCheap per la nostra newsletter. Lo stiamo valutando, e quello che segue è un’analisi fatta su codice, documentazione e listini, non una prova sul campo.
Quanto costa davvero Amazon SES
Sulla pagina prezzi di AWS la tariffa à la carte per le email in uscita è di 0,10 dollari ogni 1.000 messaggi, più 0,12 dollari per GB di allegati. Esistono però anche tre piani: Essentials a 0,16 dollari, Pro a 0,22 più un fisso mensile, Enterprise a 0,23 più un fisso più alto.
Lo trovi sulla pagina prezzi ufficiale di Amazon SES. Il dettaglio che il post di lancio non dice è questo: dal 21 luglio 2026 i nuovi account SES senza attività dal 1° giugno 2025 partono sul piano Essentials. Puoi passare all’à la carte quando vuoi, ma se non lo fai paghi il 60% in più del prezzo citato ovunque.

| Opzione SES | Prezzo per 1.000 email | Fisso mensile | Note |
|---|---|---|---|
| À la carte | 0,10 $ | Nessuno | Più 0,12 $ per GB di allegati |
| Essentials | 0,16 $ | Nessuno | Piano di partenza per i nuovi account dal 21/07/2026 |
| Pro | 0,22 $ | 105 $ | Include 1 IP dedicato e test sulle seed list |
| Enterprise | 0,23 $ | 500 $ | Include una valutazione annuale della deliverability |
Altre voci da conoscere:
- Crediti per nuovi clienti AWS: fino a 200 dollari con il piano gratuito di AWS, utili per i primi mesi.
- Email in entrata: 0,10 dollari ogni 1.000, se ti serve ricevere risposte su SES.
- Sandbox iniziale: un account nuovo può spedire solo 200 email al giorno a destinatari verificati, finché AWS non approva l’accesso di produzione.
- Carta di credito: SES si paga con l’account AWS, quindi serve un metodo di pagamento intestato a te o alla tua azienda.
MailCheap, Beehiiv e Brevo: il confronto dei costi
Con 10.000 iscritti e una newsletter a settimana spedisci circa 40.000 email al mese. Su SES sono 4 dollari con l’à la carte o 6,40 con Essentials, più hosting e database. Beehiiv Lite per 10.000 iscritti costa 139 dollari al mese. Brevo fa pagare in base alle email inviate, non agli iscritti.
Il calcolo è nostro, fatto sui listini del 15 ottobre 2026. Il README di MailCheap riporta lo stesso esempio, con una stima di 4 a 6 dollari su SES.
| Soluzione | Come fa pagare | Esempio: 10.000 iscritti, 4 invii al mese | Cosa ti dà in più |
|---|---|---|---|
| MailCheap self-hosted + SES | Software gratis, paghi SES a consumo | Da 4 $ (à la carte) a 6,40 $ (Essentials) di SES, più MongoDB, QStash e Vercel | Controllo totale, costi minimi, nessuna assistenza |
| MailCheap Cloud | Abbonamento per volume | Starter a 19 $ copre 20.000 email e 5.000 iscritti: serve un piano superiore (Growth 39 $, Pro 79 $, Scale 149 $) | Niente server da gestire |
| Beehiiv | Abbonamento per numero di iscritti, invii illimitati | Lite: 139 $ al mese, 119 $ al mese con pagamento annuale | Automazioni, rete pubblicitaria, abbonamenti a pagamento, assistenza umana |
| Brevo | Abbonamento per volume di email, contatti non a pagamento | Starter parte da 9 $ al mese per 5.000 email: per 40.000 email il prezzo sale, calcolalo sul cursore ufficiale | Editor drag and drop, automazioni nel piano Standard, email transazionali, interfaccia in italiano |
I prezzi di Beehiiv per ogni scaglione sono sulla pagina prezzi di Beehiiv. Il piano gratuito di Beehiiv arriva fino a 2.500 iscritti con invii illimitati. Quello di Brevo permette fino a 300 email al giorno. Sotto quelle soglie, il risparmio di MailCheap si riduce a zero e resta solo il lavoro tecnico.

Cosa fa MailCheap: le funzioni verificate nel repository
MailCheap copre il ciclo base di una newsletter: scrivi, controlli, spedisci, misuri. Il README elenca editor con anteprima live, controlli prima dell’invio, doppio opt-in attivo di default, pulizia automatica della lista e disiscrizione con un clic. Mancano invece le funzioni di crescita e monetizzazione che trovi su Beehiiv.
Le funzioni dichiarate nel repository:
- Editor con anteprima live e controlli prima dell’invio: oggetto, link di disiscrizione, indirizzo postale, peso sotto i 100 KB, email di test.
- Doppio opt-in attivo di default e pulizia dei CSV importati da Beehiiv, Substack o Mailchimp.
- Pausa automatica della campagna se i rimbalzi definitivi superano il 2% o i reclami lo 0,08%.
- Disiscrizione con un clic secondo lo standard RFC 8058, richiesto oggi da Gmail e Yahoo per chi spedisce in volume.
- Pulizia della lista: chi non apre mai riceve un’ultima email, poi esce dagli invii.
- Archivio pubblico degli invii sul tuo dominio.
- Statistiche per provider di posta, utili per capire se Gmail o Outlook ti filtrano.
- API REST e server MCP, per far scrivere e programmare gli invii a un agente AI.
- Fino a 3 newsletter per account, con l’indirizzo postale nel piè di pagina.
L’API e il server MCP sono il motivo per cui il progetto interessa a chi lavora con l’AI: puoi far preparare la bozza a ChatGPT o Claude e approvarla dal pannello. Marc Lou racconta di aver costruito MailCheap in vibe coding con Claude Opus 5.5.

Per chi MailCheap non è adatto
MailCheap non fa per te se non sai, o non vuoi, gestire DNS, AWS e un deploy su Vercel. Non fa per te se ti serve assistenza, se monetizzi con sponsor e abbonamenti a pagamento, o se hai meno di 2.500 iscritti, dove i piani gratuiti costano già zero. Il risparmio esiste, ma paghi in tempo e responsabilità.
Ecco i segnali che ti dicono di restare su una piattaforma:
- Non sei uno sviluppatore. Il README stima circa un’ora di configurazione tra DNS e richiesta di accesso a SES, se sai già cosa fare. Se no, un errore nei record può mandare le tue email nello spam per settimane.
- Ti serve qualcuno da chiamare. Nessuna assistenza, issue chiuse. Se l’invio si blocca il lunedì mattina, lo sistemi tu.
- Vivi di sponsor o abbonamenti. Beehiiv include rete pubblicitaria, abbonamenti a pagamento e programma referral. MailCheap no.
- Hai una lista piccola. Sotto i 2.500 iscritti Beehiiv è gratis. Brevo dà 300 email al giorno gratis.
- Ti servono automazioni complesse. Sequenze di benvenuto ramificate, segmenti per comportamento e test A/B sono il cuore di Brevo Standard e Beehiiv Lite.
- Non vuoi un account AWS. Serve una carta di pagamento e qualcuno che controlli la fattura e gli avvisi di AWS.
Se invece sei uno sviluppatore, hai già un account AWS, spedisci decine di migliaia di email al mese e la newsletter è contenuto, non un’attività con sponsor, il conto torna a tuo favore.
Deliverability: warm-up, DNS e reputazione del dominio
Su una piattaforma la reputazione degli invii è in parte gestita da loro. Con SES è tutta tua. Devi configurare SPF, DKIM e DMARC, spedire da un sottodominio, riscaldare il dominio con volumi crescenti e tenere i reclami sotto lo 0,1% e i rimbalzi sotto il 2%. Altrimenti finisci nello spam.
I passaggi consigliati nel README, in ordine:
- Usa un sottodominio dedicato agli invii, così un problema non contamina la posta del dominio principale.
- Pubblica i record SPF, DKIM e DMARC e verifica il dominio su SES.
- Chiedi ad AWS di uscire dalla sandbox: finché ci sei, 200 email al giorno a destinatari verificati.
- Riscalda il dominio: parti dai lettori più attivi e aumenta il volume per gradi.
- Controlla reclami e rimbalzi a ogni invio. MailCheap mette in pausa la campagna oltre le soglie, ma la causa la devi trovare tu.
Nessuno strumento ti garantisce la posta in arrivo. Né MailCheap, né Beehiiv, né Brevo. La differenza è chi se ne occupa quando le aperture crollano.
GDPR e disiscrizione: cosa resta a tuo carico
Con MailCheap self-hosted sei tu il titolare del trattamento e decidi dove stanno i dati: database MongoDB, server Vercel, regione AWS di SES. Devi scegliere fornitori con un accordo sul trattamento dei dati, preferire regioni nell’Unione Europea e aggiornare l’informativa privacy. La disiscrizione con un clic è già inclusa.
La lista di controllo minima prima del primo invio:
- Base giuridica: consenso esplicito, raccolto con il doppio opt-in che MailCheap attiva di default.
- Fornitori: AWS, il provider di MongoDB, Upstash per QStash e Vercel diventano tuoi responsabili del trattamento. Elencali nell’informativa.
- Trasferimenti extra UE: verifica la regione di ogni servizio e le garanzie per i trasferimenti verso gli Stati Uniti.
- Disiscrizione: link in ogni email e intestazione RFC 8058, già gestiti dallo strumento.
- Indirizzo postale nel piè di pagina, che MailCheap richiede prima dell’invio.
Brevo è un’azienda europea e la sua offerta nasce con il GDPR in mente: è uno dei motivi concreti per cui molte attività italiane la scelgono. Ne avevamo parlato nella recensione di Sendinblue, il nome precedente di Brevo.
Licenza AGPL-3.0: cosa puoi fare con il codice
La licenza AGPL-3.0 ti permette di installare, usare e modificare MailCheap gratis, anche per una newsletter commerciale. Il vincolo scatta se modifichi il codice e lo offri ad altri come servizio online: in quel caso devi rendere disponibile il codice modificato agli utenti. Per uso interno non cambia nulla.
In pratica:
- Usi MailCheap per la tua newsletter: nessun obbligo aggiuntivo.
- Lo personalizzi per te: nessun obbligo, finché non lo offri ad altri.
- Lo rivendi come servizio ai clienti con modifiche: devi pubblicare il codice modificato.
- Parti dalla prima versione MIT (commit 67d13b0): regole più permissive, ma resti su un codice vecchio e senza le funzioni successive.
Se hai un’agenzia e pensi di offrire newsletter gestite ai clienti con MailCheap, fai leggere la licenza al tuo consulente prima di partire.
Come decidere: la scelta in tre domande
Chiediti quante email spedisci al mese, chi gestirà la parte tecnica e se la newsletter ti porta ricavi diretti. Sopra le 30.000 o 40.000 email mensili, con uno sviluppatore in casa e senza sponsor, MailCheap fa risparmiare davvero. Negli altri casi Beehiiv o Brevo costano di più ma ti fanno lavorare sui contenuti.
- Volume: moltiplica iscritti per invii al mese. Sotto le 9.000 email al mese il piano gratuito di Brevo, 300 al giorno, può bastare.
- Competenze: se DNS e AWS ti sono estranei, scegli una piattaforma oppure MailCheap Cloud, da 19 dollari al mese.
- Modello di business: sponsor, abbonamenti e referral spingono verso Beehiiv. Email transazionali, automazioni e interfaccia in italiano spingono verso Brevo.
Se stai costruendo da zero anche il sito che raccoglie gli iscritti, parti dalla nostra guida al sito web gratis. Se vuoi far scrivere le bozze a un agente, trovi le opzioni in agenti AI a confronto.
Domande frequenti
Qui sotto trovi le risposte rapide ai dubbi più comuni su MailCheap: quanto costa davvero, cosa cambia rispetto a Beehiiv, quanta competenza tecnica serve e chi risponde del GDPR. Tutti i prezzi sono quelli pubblicati sulle pagine ufficiali il 15 ottobre 2026.
MailCheap è gratis?
Il software self-hosted è gratis con licenza AGPL-3.0, ma paghi Amazon SES a consumo: 0,10 dollari ogni 1.000 email con la tariffa à la carte, 0,16 con il piano Essentials. Paghi anche database e hosting. MailCheap Cloud, la versione ospitata, parte da 19 dollari al mese.
Quanto costa Amazon SES per 1.000 email?
Con la tariffa à la carte costa 0,10 dollari ogni 1.000 email più 0,12 dollari per GB di allegati. I nuovi account partono dal 21 luglio 2026 sul piano Essentials a 0,16 dollari, ma puoi passare all’à la carte in qualsiasi momento.
MailCheap è un’alternativa a Beehiiv?
Sì, se ti servono solo scrittura, invio, statistiche e archivio, e sai gestire AWS. No, se usi la rete pubblicitaria, gli abbonamenti a pagamento, i referral o l’assistenza di Beehiiv: MailCheap non li offre.
Serve saper programmare per usare MailCheap?
Per la versione self-hosted sì, almeno a livello base: devi configurare DNS, Amazon SES, MongoDB, QStash e un deploy su Vercel, senza assistenza. Se non vuoi farlo, scegli MailCheap Cloud oppure una piattaforma come Brevo o Beehiiv.
MailCheap è conforme al GDPR?
Lo strumento offre doppio opt-in, disiscrizione con un clic e indirizzo postale nel piè di pagina, ma la conformità dipende da te: sei titolare del trattamento, scegli regioni e fornitori, firmi gli accordi sul trattamento dei dati e aggiorni l’informativa privacy.